C’ERA UNA VOLTA IL MARANGONI

31 agosto 2018
Dopo cinquantadue anni di pagine di storia dell’ippica Italiana, quest’anno non si disputerà la 53esima edizione del Gran Premio Avvocato Carlo Marangoni, la corsa che da sempre precedeva il Derby.
Non era una corsa normale, ma faceva bensì parte di quei Gran Premi dei tre anni, quelle classiche a cui era importante partecipare per poterle avere nel palmares, sia per un allenatore, un guidatore, un proprietario o un allevatore, ma soprattutto per un cavallo.
Negli anni i più importanti indigeni del nostro albo genealogico hanno vinto questa corsa. Dalla prima edizione nel 1965 con Oronto, per proseguire con Tedo, Patroclo, Bolivan, Gentile, Gibson, Esotico Prad, Lemon Dra (uno dei migliori stalloni italiani). Poi un certo Varenne nel 1998, Giulia Grif, Lana Del Rio, Pascià Lest, solo per citarne alcuni.
Era una corsa attesa anche da una intera città. Da anni si disputava la prima domenica del mese di settembre, quella che stiamo per andare a vivere, dove l’ippodromo di Vinovo, senz’altro tra i più belli d’Italia come struttura, si vestiva a festa per accogliere oltre al meglio dei cavalli di tre anni, il folto ed appassionato pubblico che dallo steccato ammirava i propri beniamini.
Questa pagina di storia è stata eliminata per dare più agio monetario ad altre, a Vinovo è stato dato il contentino di una delle batterie di qualificazioni del Derby il prossimo 8 settembre, 22.000 euro di dotazione. Ma non siamo qua per discernere di soldi, ma di passione e di cultura ippica, cosa che si sta sempre più perdendo, a favore di non si sa cosa. Il nostro è un mondo che vive di sacrifici e sogni. Non esistono feste, ferie e giorni di riposo, i cavalli sono degli atleti che tutti i giorni devono allenarsi, e ci deve essere qualcuno in scuderia ad accudirli.
Li guardi crescere, trottare e li immagini già vittoriosi al traguardo, inseguendo le corse più importanti della categoria. Giovanardi, Nazionale, Città di Napoli, Marangoni e Derby. Erano le corse da brividi che vinte dai grandi Campioni.
Per noi di Torino, i sogni si chiamavano Marangoni e Costa Azzurra, al mattino mentre si attacca un cavallo nella pista da corsa, si fa finta di essere nell’arrivo di una delle due corse, imitando il cronista, ovviamente vincendo con il cavallo al quale si è al ghig. Il Marangoni è rimasto un ricordo, per l’altro, per ora, possiamo ancora sperare.

eb

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