Obama vince, nonostante tutto

A E.Bellei il Marangoni del lunedì

5 settembre 2011
La controversa disputa del Gran Premio Marangoni 2011 ha avuto svolgimento nella mattinata di lunedì 5 settembre, in seguito al rinvio della domenica per il brutto tempo che ha reso impraticabile la pista.

Era inevitabile che qualche variante saltasse fuori e tatticamente si è rivelato “pesante” il ritiro di Orione Vil, che ha consentito alla prima fila di scalare verso il basso, collocando Owen Cr ad uno scomodo numero di steccato. Da annotare anche i cambi di guida per cui Andrea Guzzinati è salito su Oliver Ur, mentre Fabio Mollo ha interpretato Ok America.

La partenza ha decretato in fretta le gerarchie; un Owen Cr insolitamente abulico ha dovuto desistere da subito, lasciando il comando a un brillante Obama Gar che all’imbocco della piegata era già davanti, precedendo lo stesso Owen e lasciando allo scoperto Olmo Holz.
Sistemate le posizioni il cronometro ha iniziato a parlare esprimendo numeri confortanti per il leader: 1.06 il primo mezzo miglio non è certo misura da Gran Premio, Obama ha costruito nel frangente buona parte del successo finale. Dopo un 29.2 di terzo parziale l’ultima retta opposta ha visto Obama prendere margine, mentre Owen Cr crollava sancendo la propria giornata storta. Rimaneva a galla un eroico Olmo, mentre dal gruppo rinveniva Ok America, unica femmina al via e protagonista di una bordata violentissima nei cinquecento finali, grazie alla quale nei metri finali l’esito della corsa è sembrato in dubbio. Ma alla fine Obama si è salvato a media di 1.13.6, ad un decimo dal record della corsa di Lana del Rio, precedendo Ok America e Olmo, entrambi encomiabili.

Enrico Bellei ha intascato così il quarto Marangoni in carriera, dopo Sole degli Dei, Uronometro e Farifant, dimenticando per un po’ le polemiche che nelle ultime settimane l’hanno accompagnato ad ogni corsa, dopo lo scandalo dell’inchiesta che lo vede indagato per presunte combine. Lo stesso Obama Gar è in attesa di provvedimenti dopo due casi di positività, nel quadro di una situazione difficile da accettare, in cui la credibilità del trotto è decisamente compromessa.

Di suo Torino ha comunque fatto il possibile per mandare in scena uno dei suoi appuntamenti di maggior prestigio, nonostante scandali e maltempo. In procinto di festeggiare i cinquant’anni del trotter di Stupinigi, HippoGroup e il movimento subalpino meritano qualcosa in più.
M_Q

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