COSTA AZZURRA, UNA GRANDE STORIA

di Paolo Allegri

20 aprile 2012
TORINO. Il 24 marzo 1963 nasceva il Gran Premio Costa Azzurra, la corsa che sarebbe diventata la festa di Primavera della Torino che trotta. Il Gran Premio per eccellenza sull'ovale di sabbia di Stupinigi, sfida sul miglio, dunque nel tema della velocità, capace di richiamare a Torino gli assi normanni, femmine di livello assoluto, gli importati di origine yankee, i campioni scandinavi a confronto con i paladini del trotto indigeno. E' una Signora corsa il Costa Azzurra. Lo dice il suo prestigioso libro d'oro. Quella prima edizione vide Firestar, guidato da Gioacchino Ossani, imporsi ai due favoriti Nike Hanover e Ozo. Nel 1965 Elma, una cavalla monumentale inaugurò una stagione di successi al femminile proseguita dalla normanna Roquepine - straordinaria plurivincitrice del Prix d'Amèrique - che incanta Torino nella primavera del 1967 per poi essere costretta alla parità da un'altra cavalla di classe e cuore, Eilen Eden, nell'indimenticabile sprint a due del Costa Azzurra edizione 1968. Nel '70 Jean Renè Gougeon, il guidatore icona di Vincennes, porta a Vinovo la regale Une de Mai, appartenente al conte De Montesson. E' trionfo al record della corsa, 1.15.8, per la elegante giumenta francese che bissa anche l'anno dopo facendo di Torino e della sua corsa piu' rappresentativa l'ideale trampolino di lancio per una magica tripletta nel Lotteria di Agnano. In quel suggestivo viaggio all'indietro nel tempo che è un albo d'oro, trovano spazio anche indigeni intrepidi che ben raccontano di quanto era florida, sconfinata in termini di sogni, progetti e possibilità, la nostra ippica negli anni Settanta: prima Carosio (nel 1973 con Giancarlo Baldi in sulky per il rossoverde di casa Biasuzzi), poi uno con la classe di Top Hanover ('74), alla cui criniera tutti gli appassionati si sarebbero poi aggrappati per sbancare il Lotteria di Agnano. Anni Ottanta ancora ruggenti: trionfa Ghenderò, è storia di quell'edizione del 1983 che fu il capolavoro di un professionista esemplare e simbolo di questo ippodromo, Pino Rossi. Lo emula un gioiellino, un cavallino tutto testa e cuore come Esotico Prad, laureato del 1987 con in sulky un altro mito di Stupinigi, Giuseppe Guzzinati. Gli anni Novanta della classica di primavera sono nel segno dell'americano di scuderia italiana Crowning Classic, che nell'edizione 1996 vola al record di 1.12.1. Per batterlo ci vorra' un decennio, l'impresa riesce a Gigant Neo, scandinavo volante che pilotato dal diavolo belga Jos Verbeeck aggiorna il primato della corsa a 1.12 netto. Il Gran Premio Costa Azzurra è un autentico defilè di campioni del trotto e di grandi driver. Anche Moni Maker, bellissima e quasi imbattibile, certamente l'ultima diva dell'ippica mondiale, sfilo' sulla passerella dell'ippodromo dei colori. E lo fece sprigionando tutto il suo fascino di americana dal talento straordinario trionfando nel 1998 per poi ripetersi nell'edizione del 2000. Cari amici, in questo viaggio dentro la storia del Costa Azzurra, avrete capito che questa corsa ancora bella, palpitante profuma di quell'emozione forte, sincera, indelebile che solo i grandi cavalli che entrano nel cuore della gente sanno dare. E' la festa di primavera, è l'emozione attorno all'attesa di una grande corsa al trotto, il Costa Azzurra edizione 2012, un sogno colorato in un ippodromo come Stupinigi che vi accoglie con il sorriso, dove siete voi i protagonisti. Con la voglia di incitare i vostri cavalli preferiti dalla tribuna o comodamente seduti al ristorante accanto agli amici che vi siete scelti. Facendo festa all'ippodromo con i vostri bambini, in famiglia, per una meravigliosa giornata di corse. E' il Costa Azzurra, ha scritto la storia del trotto, continua ad appassionarci. E' uno stupendo arpeggio di primavera.
paolo allegri

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